L’aspetto verbale e l’aspetto visivo nella traduzione di documentazione tecnica

L’aspetto verbale e l’aspetto visivo nella traduzione di documentazione tecnica

Nell’articolo Visual Aspects of Intercultural Technical Communication: A Cognitive Scientific and Semiotic Point of View di Hanna Risku e Richard Pircher vengono analizzati l’aspetto verbale e l’aspetto visivo nella traduzione di documentazione tecnica. I testi tecnici, infatti, sono una unità di comunicazione che include entrambi gli aspetti.

È risaputo che la traduzione permette la comunicazione interculturale ma il lavoro del traduttore, in particolare quando si tratta di testi tecnici, non è ristretto solo all’aspetto verbale ma anche a tutti gli elementi non-verbali come, ad esempio, illustrazioni, icone, pittogrammi, immagini, etc.

La comunicazione, infatti, si basa sulla relazione tra lingua e rappresentazione della realtà. Questa relazione non è basata quindi su un’esperienza astratta ma su un sistema dinamico che comprende il cervello, il corpo e l’ambiente. È responsabilità dei redattori e traduttori tecnici produrre dei documenti che soddisfino il più possibile le necessità dell’utente, di qualunque nazionalità egli sia. Molti traduttori tecnici devono imparare a utilizzare programmi di grafica per rendere gli elementi non verbali più comprensibili e vicini all’utente finale del documento tradotto.

La comunicazione tecnica è data dalla somma di aspetti testuali, segni non verbali ed elementi come tabelle, grafici, diagrammi, pittogrammi o icone. Il problema della traduzione di queste è legato alla percezione che ogni singolo individuo ha dei segni, siano essi intesi come parole o simboli. I segni possono infatti veicolare significati diversi in base all’interpretazione che viene data all’unità in un particolare contesto. L’interpretazione di una parola, di una frase o di un simbolo è influenzata sia dagli altri simboli che dalle varie esperienze “multimediali” che il soggetto vive nel suo ambiente.

Spesso il processo di interpretazione dell’immagine è sottovalutato e per questo motivo molti documenti tecnici sono redatti facendo uso di numerose immagini allo scopo di risparmiare sui costi di traduzione; il punto è che le immagini non vengono necessariamente capite a un primo sguardo, anzi, devono essere analizzate e comprese nel contesto di una specifica cultura.

L’uso di immagini aiuta gli utenti a riconoscere oggetti o concetti in maniera più veloce e intuitiva, ma anche esse sono legate alla conoscenza personale di ciascun individuo.

Tutto ciò che può essere percepito e interpretato può essere un segno e non ci può essere un segno in assenza di un interprete che lo percepisce e applica su di esso la propria conoscenza pregressa acquisita in un dato ambiente grazie a una data cultura. I traduttori possono interpretare i segni solo usando la loro conoscenza e questa deve essere riferita, in caso di traduzione, all’utente target. (conoscenza della cultura target).

In conclusione si può dire che al giorno d’oggi l’aspetto visivo dei testi tecnici sta diventando sempre più importante. I redattori e i traduttori tecnici devono perciò imparare a prestare più attenzione a tutti gli aspetti visivi legati al mero testo e tenerli da conto nel processo di traduzione. Infine gli strumenti di traduzione assistita dovranno essere sempre più sviluppati per trattare gli aspetti non verbali dei documenti tecnici.

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Alessandro Pratelli
Alessandro Pratelli

Perito aeronautico, calsse '72. Lavora come redattore tecnico dal 1995 poi fonda AP Publishing. Appassionato di Direttive e norme tecniche. La frase che preferisce? "Se non alzi mai gli occhi, ti sembrerà di essere nel punto più in alto".

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