Perché oggi l’informazione deve essere intelligente?

Perché oggi l’informazione deve essere intelligente?

Durante la due giorni di Rimini a COMtecnica2019 abbiamo parlato di informazione intelligente e ricercabilità.

Questi sono due fra gli argomenti del momento.

Come facciamo a creare una informazione intelligente?

Pensiamo a quello che già succede per l’aeronautica, marina, spazio e difesa. Esistono standard come S1000D largamente utilizzati per compilare e fornire la documentazione tecnica di aeroplani e navi o Dita (darwing information typing architecture) per prodotti industriali. Tanto è che dietro alla S1000D si sviluppava anche lo STE (semplified technical english). Era necessario un unico modo di scrivere poiché la documentazione sarebbe stata letta dagli addetti di tutto il mondo.

Seguendo questa ottica ecco che la Germania con la Tekom ha cominciato a parlare di “Intelligent Information” con l’iniziativa in3 fino a produrre uno standard, l’iiRDS (standard for intelligent information request and delivery) che vuole essere uno strumento che raccoglie le informazione e le rappresenta.

L’idea è buona, ed è quella di poter integrare in un’unica piattaforma la documentazione che creiamo noi e quella che prendiamo dai fornitori (la centrale idraulica, il carroponte, la macchina, l’attrezzatura…), a cascata. La documentazione della piccola attrezzatura si integra con quella del gruppo funzionale.
Quella del gruppo funzionale con quella della macchina e quella della macchina si integra con tutto il resto delle macchine che comporranno l’impianto.

A livello di impiantistica industriale è conosciuto lo standard DITA ma è ancora poco utilizzato. Se non ha ancora preso piede qualche limite ce l’ha?

Nella sua applicabilità ? Forse spaventa l’enormità di tag disponibili per classificare i contenuti. Forse spaventa un redattore tecnico che ha competenze tecniche, di scrittura, di organizzazione dei contenuti ma non informatiche. Adottare uno standard informatico richiede anche rigore nel seguire i modelli a disposizione e le specifiche. Oggi un redattore tecnico ha a che fare con sistemi di gestione dei contenuti per cui attenersi a strutture di contenuti, modelli e a dei metodi redazionali non sconvolte più di tanto. Basta che a gestire la struttura ci sia una persona capace di tradurre in linguaggio informatico la complessità degli incastri fra i contenuti di modelli di macchine, accessori e optional e fra documenti diversi quali cataloghi manuali d’uso o di montaggio sia nel formato stampa che per web.

Senza voler intraprendere un percorso complesso che richiede competenze molto specifiche oggi il redattore tecnico deve saper scrivere e organizzare le informazioni in modo da rispettare dei modelli, scrivere tutti i contenuti per raggiungere lo scopo dettato dal titolo dell’informazione, saper utilizzare una terminologia appropriata per rispondere ai criteri di cercabilità dell’informazione e saper intrecciare con i link i contenuti trasversali.

Usiamo più modelli di informazione

L’intenzione è quella di adottare più modelli di informazione per ottenere coerenza nella presentazione ed esposizione delle informazioni, per le note e avvertenze o per le procedure. Possiamo scrivere le procedure di manutenzione rispettando la posizione dei contenuti (contesto, sicurezza e procedura) o decidere quali immagini e in che dimensioni devono comparire nel layout. Poi passare a gestire una struttura organizzata di contenuti (con un libro di InDesign? strutturato?), inserendo varianti e modelli.

La domanda nel titolo è giusta, occorre un nuovo modo di gestire, scrivere e presentare le informazioni per l’uso dedicate all’utente. Dobbiamo riuscire a standardizzare la produzione della documentazione tecnica perché così possiamo coltivare spazi dedicati all’utente rendendo l’informazione fruibile in un unico pacchetto o piattaforma web. La consultazione è via web, anche quando apriamo un file pdf. La struttura delle informazioni e come sono state scritte sono per la carta ancora. Dobbiamo fare il salto e pensare di scrivere per il web. Poi dobbiamo riuscire a stampare le informazioni in modo da comporre un manuale cartaceo.

Quindi per adesso pensiamo all’informazione intelligente come quella basata su un modello, che può essere caricata sulle piattaforme web e che in base ai criteri di ricerca dell’utente può essere filtrata dalla piattaforma e visualizzata. È collegata con altre informazioni a livello orizzontale per contenuti simili e verticale per scendere in profondità in caso di utenti più esperti che richiedono informazioni specifiche.

Una buona informazione, utile, completa, immersa e collegata ad altre informazioni sarà pronta per essere riutilizzata e arrangiata per i nuovi standard.

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Alessandro Pratelli
Alessandro Pratelli

Perito aeronautico, calsse '72. Lavora come redattore tecnico dal 1995 poi fonda AP Publishing. Appassionato di Direttive e norme tecniche. La frase che preferisce? "Se non alzi mai gli occhi, ti sembrerà di essere nel punto più in alto".

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