Tremonti ad annozero 10 marzo

Tremonti ad annozero 10 marzo

una puntata appassionante, guardate il filmato introduttivo se non l’avete visto:

http://www.youtube.com/watch?v=6MV6RGkcQ7U

la domanda che mi sono posto alla fine della serata e ve lo riporto quasi in diretta è: cosa e come fare ad essere globali? è realmente questa la risposta che dobbiamo trovare per adattarci alla nuova era sociale? perchè Scalfari, De Bortoli e Bertinotti (ospiti insieme a Tremonti) condividendo gran parte delle motivazioni del ministro della finanza, storiche e sociali, hanno dato una lettura non politica delle questioni principali che stiamo vivendo nei nostri giorni che ho seguito dall’inizio alla fine quasi come Benigni a Sanremo.

Dalla Libia scappano quelli che noi chiamiamo teenager, 15, 17, 19 anni perchè li si muore. Ma sono ragazzi che sanno usare le tecnologie e si rammaricano del fatto che il regìme non gli abbia dato la possibilità di studiare ne l’inglese ne l’arabo. Dalla Tunisa e dall’Egitto idem, chiedono aiuto all’Europa perchè vogliono vivere. Come dice Tremonti dall’Atlantico all’oceano Indiano sono in rivolta e come ha aggiunto Bertinotti, non hanno una leadership! è una rivolta e non una rivoluzione, è popolare.

L’altro tema toccato a livello di globalizzazione non poteva che riguardare la Cina. Travaglio ha sollevato la questione che solo il 2% sono le esportazioni della cina contro il 20% di importazioni; se i dati sono veri dove si fonda la paura verso ciò che è cinese. E’ strumentalizzata e perpetrata dalla classe dirigente per nascondere corruzione e speculazione?

Temonti, come possibile scusa ha detto che l’impatto che il mercato globale ha avuto sull’europa è stato devastante perchè avvenuto in 20 anni, troppo pochi. Doveva essere controllato e avvenire più gradualmente specie l’apertura ai mercati asiatici, l’ha ripetuto tre volte nella serata.

Una serie di eventi sono accaduti dalla caduta del muro di Berlino ad oggi fino a queste eruzioni che mostrano il cambiamento e la globalizzazione. Allora è come dice Scalfari che il turbinio di persone cercando una nuova identità, un nuovo piazzamento all’interno del mercato globale ha rotto gli equilibri. E’ aumentato il divario fra poveri e ricchi ed adesso i poveri si stanno muovendo alla ricerca di mercati dove fino ad ora si erano confrontti solo i paesi occidentali. Questo movimento vediamolo come una nuvola di colore ocra che dal sud del mediterraneo si sposta verso l’europa incontrando una nuvola grigia, industriale. Le quote di mercato sono sempre le solite, ma dovranno essere spartite dal doppio degli utenti. Non c’è produttività e nessuno vuole cedere una parte dei suoi profitti.

Sarà disposta la nostra classe dirigente finalmente a cambiare lei per prima per poi portare il cambiamento sul territorio fino alla famiglia e alle piccole imprese? Riusciremo a comprendere la differenza fra terra nativa e terra lavorativa? nei paesi occidentali ci saranno ancora i margini di guadagno che c’erano ante crisi o una parte del valore della speculazione (rapporto 20/1 dalla produzione al piazzamento sul mercato) dovrà essere spartito per accogliere le nuove popolazioni che si sono affacciate al mercato?

Bella discussione. Sta alla nostra classe dirigente (TUTTA) cambiare le cose e a noi cambiare lei. Bravo il ragazzo con la maglia rossa, ha avuto la rabbia per dire quello che molti cominciano a pensare spesso; ma forse Tremonti è uno che fra tanti altri dirigenti poteva non prendersi l’insulto. Ma da qualche parte dobbiamo iniziare… dove sei miccia?

P.S. Tremonti poi alla fine sullo sfumare della trasmissione è andato lui incontro al ragazzo con la maglia rossa per parlare e magari confrontarsi. Intelligente.

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Alessandro Pratelli
Alessandro Pratelli

Perito aeronautico, calsse '72. Lavora come redattore tecnico dal 1995 poi fonda AP Publishing. Appassionato di Direttive e norme tecniche. La frase che preferisce? "Se non alzi mai gli occhi, ti sembrerà di essere nel punto più in alto".

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